Il movimento come terapia
17 ottobre 2025
Proposta B per Fisioradi · «Il corpo e la casa» · la foto dell’apertura è provvisoria: arriva il video nuovo di Fisioradi

Fisioterapia e riabilitazione
Prenota online (si apre in un’altra scheda)Chiamaci 0721 33958

L’osteoporosi è una malattia sistemica dell’apparato scheletrico, caratterizzata da una bassa densità minerale e dal deterioramento della struttura dell’osso, con conseguente aumento della sua fragilità.
L’osteoporosi viene divisa in due forme: primaria, che include la situazione post-menopausale e senile, quindi più legata al naturale decorrere del tempo; secondaria, che è dovuta a diverse patologie e all’assunzione di alcuni determinati farmaci nel medio-lungo periodo.
Le ossa sono un tessuto vivo, protagoniste di un rimodellamento continuo tale per cuisi assiste alla perpetua alternanza tra distruzione delle componenti cellulari più vecchie (riassorbimento osseo) e deposizione di nuove cellule (deposizione ossea).
Fino all’età di 20 anni circa dove si verifica il picco massimo di densità ossea, l’attività di deposizione supera abbondantemente quella di riassorbimento, ciò comporta che le ossa aumentino continuamente in densità e forza.
Con il sopraggiungere dell’età avanzata, l’equilibrio di questo naturale processo viene meno, con il secondo che, lentamente, diventa predominante sul primo, conseguendone così una riduzione della densità e della forza delle ossa.
L’insorgenza dell’osteoporosi è correlata a diversi fattori, primo fra tutti tra quelli intrinseci: l’invecchiamento (si apre in un’altra scheda).
Tra quelli estrinseci possiamo racchiudere invece:
La familiarità per la riduzione della densità minerale ossea, la limitata attività fisica (si apre in un’altra scheda) o l’immobilità,
l’esposizione a radiazioni ionizzanti (si apre in un’altra scheda), l’assunzione di alcuni determinati farmaci: medicinali per la chemioterapia (si apre in un’altra scheda) (chemioterapici (si apre in un’altra scheda)), i corticosteroidi (si apre in un’altra scheda) e gli antiepilettici (si apre in un’altra scheda), la scarsa assunzione di calcio (si apre in un’altra scheda) nella dieta.
L’osteoporosi può essere materia d’interesse per geriatri, ginecologi, endocrinologi (si apre in un’altra scheda), ortopedici (si apre in un’altra scheda), reumatologi e oncologi.
Per una diagnosi corretta di osteoporosi, l’esame più indicato è la cosiddetta densitometria ossea (si apre in un’altra scheda)(MOC (si apre in un’altra scheda)).
La MOC permette di valutare a livello di colonna vertebrale e anca la densità minerale ossea di un individuo.
In genere, la riduzione della massa minerale ossea che caratterizza l’osteoporosi è asintomatica (si apre in un’altra scheda), cioè non causa sintomi o segni (si apre in un’altra scheda) di alcun tipo.
Il suo verificarsi, però, è un fattore predisponente le fratture ossee (si apre in un’altra scheda). In presenza di osteoporosi, le ossa maggiormente inclini a fratturarsi sono quelle dell’anca, del polso (si apre in un’altra scheda) e le vertebre (si apre in un’altra scheda).
Salvo alcune eccezioni, le fratture ossee correlate all’osteoporosi sono molto dolorose; inoltre, in alcune sede anatomiche (es: anca), faticano a guarire spontaneamente, tanto da richiedere un intervento chirurgico riparativo.
L’invecchiamento e, solo per la donna, il sopraggiungere della menopausa devono richiamare a una maggiore attenzione verso la salute delle ossa.
In questo contesto, comportamenti fondamentali per il benessere dello scheletro sono: l’esercizio fisico costante, una dieta equilibrata e che apporti tutti i nutrienti (si apre in un’altra scheda) necessari, non fumare e non abusare di sostanze alcoliche (si apre in un’altra scheda).
Attualmente, non esiste una cura specifica per l’osteoporosi; tuttavia, tramite un sano stile di vita, una dieta e un esercizio fisico mirati, il ricorso a ben precisi farmaci (se necessario!), è possibile controllare in modo soddisfacente questa condizione, riducendo significativamente il rischio di frattura.
In caso di osteoporosi, la dieta più indicata è quella che prevede un apporto (o intake) adeguato di calcio e vitamina D.
Alcuni dei cibi (si apre in un’altra scheda) maggiormente ricchi di calcio (si apre in un’altra scheda) sono: il latte (si apre in un’altra scheda), i derivati del latte, gli ortaggi (si apre in un’altra scheda) a foglia verde (es: radicchio verde (si apre in un’altra scheda), foglie di rapa (si apre in un’altra scheda), spinaci (si apre in un’altra scheda)), i legumi (si apre in un’altra scheda) in forma disidratata, la crusca di frumento (si apre in un’altra scheda), il grano saraceno (si apre in un’altra scheda), l’acciuga (si apre in un’altra scheda) e il calamaro (si apre in un’altra scheda).
Per far fronte all’osteoporosi e al rischio di frattura che ne deriva, l’attività fisica deve comprendere:
Esercizi fisici di carico. Sono le attività fisiche in cui il peso corporeo (si apre in un’altra scheda) grava sulle ossa. La loro utilità deriva dal fatto che il peso del corpo (si apre in un’altra scheda), unito alla forza di gravità, rappresenta uno stimolo positivo alla deposizione ossea; stimolo positivo che si traduce in un aumento della densità ossea.
Tra i principali esercizi fisici di carico, rientrano: camminata, marcia (si apre in un’altra scheda), ballo, escursioni, salire le scale, aerobica, corsa (si apre in un’altra scheda) leggera (osteoporosi non grave) ecc.
Perché gli esercizi fisici di carico risultino efficaci, un paziente deve eseguirli almeno 2-3 volte a settimana.
Per contenere l’osteoporosi e il conseguente rischio di frattura, è fondamentale:Non fumare;
Laureato in scienze motorie Chinesiologo
17 ottobre 2025
17 ottobre 2025
24 agosto 2020